Pubblicato da: eddyboya | giugno 20, 2010

“Credo che un sogno cosi’ non ritorni mai piu’..”

Sono le 11:14 di sabato 14/6/’10.

Davanti a me lo skyline di Tokyo dalla terrazza di sturbucks, dove, mentre scrivo e mi godo un frappuccino tall, posso dire che (nel frattempo ascolto”can I set next to u girl”) ufficialmente inizia il Capitolo2 Across The UNIVERSE.
Mi lascio alle spalle 4 mesi bellissimi nel sud-east asiatico di puro rock ‘n’ road, mesi vissuti 24 ore su 24 con Eddy.
Poi c’e’ stato il Nepal e la scalata all’ Himalaya. Ogni singola goccia di sudore versato e’ stata un oceano di emozioni!
Partire da 820m, 13kg di zaino in spalla camminando dalle 7.30 la mattina alle 15:00 del pomeriggio, ogni giorno per 10 giorni, fino a raggiungere il top della vetta a quota 5.416m e’ qualcosa di indescrivibile.
Poi c’e’ stata l’India con i suoi 43 gradi di media giornaliera, con il suo fascino, i suoi colori, i profumi..davvero unica nel suo genere.
Indimenticabile le nottate in treno “circondati” da indiani, la notte in Rajastan passata sdraiati sulle dune ad un’ ora di bus da Kabul, la folla nei mercati che ininterrottamente ti fissa con aria curiosa, le mucche, sacre, libere di circolare in strada senza nessun tipo di divieto, rifiuti sparsi ovunque, traffico senza sosta e ingorghi a non finire tra le mille ape-richo’ che sfrecciano a zig-zag “no rules”. Incredible India!
Poi c’e’ stata la Cina. (Beijing)
Finalmente tutto quello che era venuto meno nei mesi precedenti abbiamo potuto concedercelo.
Ammorbidente per lavare i vestiti, pasta e sugo italiano, posate e piatto pulito, acqua potabile dal lavandino, pulizia, niente strani insetti nei bagni, miscelatore d’acqua per la doccia, letto con materasso comodo..ecc.. e tanti altri piccoli agi a cui per mesi non eravamo piu’ abituati.
Letteralmente una vacanza! (viaggiare zaino in spalla e’ un’esperienza unica, ti permette di vivere la realta’ locale di ogni posto non da turista ma alle volte e’ abbastanza provante fisicamente e non solo).
Poi e’ arrivato il 1 giugno (Jaislamer, Rajastan, una doccia fredda con i 47 gradi del deserto: “Ho deciso che il mio viaggio termina qui..ho intenzione di prenotare un volo per l’Italia..”) dove a Beijing si e’ conclusa un’avventura in coppia iniziata con grandi aspettative e sogni da vivere.
(scelte di vita rispettabili, in fondo ognuno e’ in parte responsabile del proprio destino).
Chapter 2: Japan (Tokyo)
Beijing: sveglia puntata alle 3:30 am, ultime cose da sistemare poi zaino in spalla e taxi (la metro a quell’ora non e’ ancora operativa) direzione aeroporto terminal2. Il volo e’ alle 6:50.
Delta Airlines to Tokyo Narita: 4 ore di turbolenze!!
Finalmente atterro e come di routine, prendo lo zaino, cambio i soldi e mail da inviare a casa per far sapere che oltreoceano e’ tutto ok.
Ora direzione Nippori by keisei line.
Ho trovato una “free accomodation” da Yuki, un ragazzo coetaneo giapponese che comunica molto bene in inglese e si e’ offerto di ospitarmi per qualche giorno.
Come succede spesso e regolarmente, l’incontro che doveva essere alle 12:00 vicino al Mc Donalds di Tabata st. e’ saltato.
Lo chiamo e mi dice che c’e’ stato un “miss understanding” e riesce a raggiungermi solo alle 21:30 (bella li, dico tra me e me).
Ok no worries, catch later e ci salutiamo cosi’.
Considerando che McDonalds mi era alle spalle, visto che avevo davanti nove ore e mezza di attesa, visto che cominciava a piovere, lo zaino pesava, mezzoggiorno ormai era passato e c’era la possibilita’ di connettersi wifi ne ho approfittato per assaggiare in teriacky chicken da Mc.
Siedo in un posto a due, davanti a me lo zaino e mentre ormai sto finendo il panino si siede accanto una coppia (supercool) giapponese fradici dalla pioggia incessante.
Passa qualche minuto e attacco bottone chiedendo se questa e’ la stagione delle pioggie. Mi rispondono mugugnando “mmm mmm” e facendo cenno di si con la testa piu’ volte, poi sorridono. (Lo sapevi che in India per dire si fanno cenno con la testa no?!)
Devo dire che mi stanno gia’ simpatici! Poi lui nota la PSPGO appoggiata sul tavolino e cerca di farmi capire che SONY e’ giapponese. (nel frattempo ride ancora)
Lei lo corregge. Dei due parla decisamente meglio inglese. Mi stanno gia’ simpatici!
Loro sono Mai e Ryo una coppia che convive da un anno a pochi minuti di metro dal centro di Tokyo.
Lui 23 anni fashion designer, lei fotografa ventiquattrenne.
Cominciamo a parlare mentre Mai sfodera dalla borsa il dizionario inglese/giapponese. Non passa nemmeno un’ora che sono a casa loro insieme alla piccola pincher Bunny nero focato. Mostro a loro le foto di 5 mesi di viaggio e loro altrettanto mi fanno vedere foto, le collezioni di Ryo e la magnifica fixed che usano. E’ amore a prima vista! (fino a quel momento “first impression” voto 7 con possibilita’ di migliorare)
Si fa tardi e arriva ora di cena. Mi invitano a cena con loro in un tipico ristorantino giapponese da amici dove sono soliti cenare.
Sono piu’ che gentili e con bacchette e dizionario alla mano Mai cerca di chiedermi se gradisco il cibo mentre Ryo e bocca aperta cerca di cogliere nelle mie espressioni del viso un segno di apprezzamento. I love it..I really like japanese food!!
Ancora una volta si ride insieme mentre sul tavolo si contano le pinte di Ashai.
Sono le 21.30 e finalmente incontro Yuki. Presento a lui i nuovi amici giapponesi poi ci salutiamo e rimaniamo che la sera successiva siamo tutti a cena da Ami e Ryo per vedere Netherlands VS Japan.
Rimango con Yuki mentre ci incamminiamo verso casa sua distante di li a poco. Sembra un ragazzo serio, parla molto bene inglese e si ricorda un po’ il tedesco perche’ ha studiato un anno a Zurigo.
Arriviamo a casa, l’appartamento e’ molto piccolo ma per qualche notte andra’ bene.
Lui e’ molto gentile e risponde a tutte le mie curiosita’ sul Giappone.
Doccia, mi connetto ad internet per qualche minuto e poi sistemo lo “sleeping bag” sul pavimento. (ho con me il cuscino preso in aereo!)
Ormai e’ mezzanotte e il sonno non si attarda a venire.
Good night man, see you tomorrow!
Sveglia 7:30, mi offre una banana, pane e marmellata e poi diretti verso la palestra nel tempio sacro dove pratica karate. (io non posso entrare)
Bene ora sono quasi le 13 e credo che andro’ a farmi uno spuntino. Mi fermo a Tokyo fino a lunedi’ mattina (ambasciata australiana per visto) poi nel pomeriggio treno per Yokohama.
Across The UNIVERSE – Keep living the dream!!

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