Thailand

KO SAMUI – BANGKOK – SUKHOTHAI – MAE SAI – MYANMAR BORDER

Siamo arrivati in questa isoletta molto carina dopo diverse ore strazianti di pulmino, attese varie e traghetto. Appena sbarcati non abbiamo voluto dare retta ai taxisti o tuk tuk con prezzi troppo alti e abbiamo deciso che la soluzione + economica poteva essere il noleggio di un motorino direttamente al porto. Così è stato. Non abbiamo molto pensato a dove mettere gli zaini ma in un modo o nell’altro siamo riusciti a percorrere diversi km per raggiungere mio fratello e compagna nel suo resort. Dovevate vederci, sembravamo in 6 su quello scooter! :D

Una bella birra ghiacciata in compagnia di mio fratello, anche lui qui in vacanza, era quel che ci voleva per iniziare bene la minivacanza. Abbiamo alloggiato in una guesthouse a poco prezzo mal riuscita e poi finalmente una cena offerta come si deve! L’isola è decisamente per coppiette, molto carina e tranquilla. Non abbiamo fatto altro che girare per le varie spiagge, visitare qualche altro wat e mangiare :)

Abbiamo poi proseguito verso nord della Thailandia per visitare la capitale Bangkok.

Per risparmiare soldi il bus notturno ci sembrava un’ottima idea. Ci portava a destinazione senza nemmeno accorgerci. Pullman così belli ne ho visti ben pochi in vita mia e vale la pena spenderci due parole: sedili in pelle belli larghi, aria condizionata “polare”, impianto audio video e coperte per la notte

Alle 5 di mattino arriviamo puntuali. Tempo di riprenderci con una bella doccia ed eccoci in cammino alla scoperta del tesoro d’oriente. In 4 giorni di permanenza abbiamo visitato la capitale in lungo e in largo spostandoci solamente con le nostre gambe. Infiniti e grandiosi wat sono l’attrazione principale della città, seguiti a ruota da edifici pubblici.La città è molto caotica e ci siamo ritagliati anche un pomeriggio per visitare un parco nella zona nuova della città. Quasi impressionante il contrasto tra le due parti. Nella parte vecchia c’è vita: gente per strada che vende ogni genere alimentare o venditori ambulanti; mille colori, mille facce, mille profumi; sporcizia per le strade, ma tanta verità. La parte nuova invece appare ordinata: macchine incolonnate in fila indiana, edifici luccicanti… Pure i volti delle persone mi apparivano + belli, meno segnati dal tempo e dalla povertà. Purtroppo mancava tutto il resto!

Abbiamo pernottato nella strada di Kaosan Road, centro di ritrovo mondiale per backpacker nella zona asiatica. Si fanno conoscenze di ogni tipo e qualsiasi cosa la vostra mente possa immaginare, lì c’è! Ho caricato un video che rende meglio l’idea!

L’incontro con Francesco Wil Grandis (backpacker conosciuto precedentemente online) ha concluso il nostro soggiorno.

Ancora una volta optiamo per un mezzo notturno per spostarci a Sukhothai, ex capitale e centro di grandiosi wat antichi (ancora….) Il treno notturno prometteva di dormire nelle cuccette da corridoio e svegliarsi freschi all’arrivo (mai sudato così tanto); se non chè a metà notte ho iniziato a chiedermi CHI ci avrebbe svegliato alla nostra fermata, visto che il treno sostava quasi a ogni città e sapendo che i thailandesi non sono molto sgamati…

Per precauzione ho puntato la sveglia dieci minuti prima dell’orario d’arrivo previsto (anche se eravamo partiti in ritardo pensavo che avremmo recuperato strada facendo). Alle 5 suona la sveglia e giusto giusto alle 5 e 20 il treno si ferma a una stazione. “Ecco, nessuno ci ha avvisati, lo sapevo”. Da quel momento: cerco di svegliare Ste invano, mi metto velocemente le scarpe e cerco di scorgere dal vetro del treno il nome della fermata. Non si vede niente perchè ancora buio. Decido allora di scendere a terra. Il cartello sembra essere a circa 50 metri dal vagone. “Mica partirà proprio mentre sono a terra” ridacchio tra me e me. Cammino verso il cartello e appena è visibile cerco di aguzzare la vista ma è ancora troppo buio. Nel frattempo un rumoroso treno arriva nel verso opposto a gran velocità. Non vedendo niente mi preoccupo di non essere in traiettoria con esso, allora mi fermo e mi metto con le spalle al mio treno per assicurarmi di essere in zona salva. “Il treno è passato e ora voglio proprio vedere dove sono”. Bene, non è la nostra fermata. Inizio già a richiedermi come l’avrei saputo e intanto mi incammino verso il mio treno che si sta muovendo…. “Oh cazzo si muove davvero!” Nessun rumore mi ha avvertito e ancora il buio mi ha ingannato. Corro come un centometrista verso la prima porta che risulta essere quella del vagone a fianco al mio. Salgo i due scalini, “Oh cazzo la porta è chiusa!” Mi vedo già proiettato in uno di quei film western attaccato all’esterno del treno mentre sta per entrare in galleria ! Decido di scendere e correre ancora + forte verso la porta del mio vagone. Bravo Edo, hai lasciato la porta aperta! I 30 metri + lunghi della mia vita! Risalgo e ritorno a dormire dopo essermi assicurato che il controllore mi avrebbe avvisato all’arrivo a Pitsanuluk. Quel ciuccio stava comodamente dormendo in uno sgabuzzino e con un gesto mi ha fatto capire che ci pensava lui a svegliarmi! Intanto Ste è rimasto ignaro del fatto che poteva perdere il suo compagno di viaggio in mezzo al nulla della Thailandia :D

Sukhothai è veramente piccina, manca di un centro vero e proprio, ma il parco antico visitabile in bicicletta (vedi video e foto) è veramente grandioso! Una giornata bellissima, amplificata anche dal fatto che siamo riusciti a entrare a scrocco fischiettando!

Dall’antica capitale ci siamo spostati a Chiang Mai a nord, curiosi di vedere e cavalcare un meraviglioso elefante. Così è stato e anche a questo giro siamo riusciti a scroccare l’entrata e a fare ciò che volevamo. 3 giorni sono passati in fretta anche grazie alla compagnia di Hellen, una ragazza tedesca che si è unita alle nostre bravate. Abbiamo mangiato di ogni e girato in ogni singola via.

L’ultima tappa in Thailandia è stato l’estremo nord al confine con il Myanmar. Volevamo dare una sbirciata giornaliera (così permette un certo tipo di visto) per poi proseguire verso l’altro confine con il Laos. Arrivati di notte a Mae Sai, ci rendiamo conto di aver preso l’ultimo bus della giornata. Decidiamo di non camminare per questa volta e di farci portare in centro da un pick up taxi. Abbiamo strappato la corsa a prezzo stracciato all’anziano autista. Scendiamo su uno stradone a 4 corsie, dove lo zio taxista ci assicurava di essere in centro. Ste ed io non eravamo molto convinti e io mi riimmaginavo in un’altra scena western, ma stavolta nel bel mezzo di una sparatoria in strada! C’erano solo 4 bancarelle per mangiare e una ventina di persone sulla via principale. Sembrava una città spettrale. Ci accingiamo ad attraversare le 4 corsie mentre il taxista, arrabbiato per i pochi soldi guadagnati, cercava di fare inversione dove lo spartitraffico si interrompeva. Una moto passa tra me e Ste a gran velocità; giusto il tempo di girarmi e ci accorgiamo che il motociclista ha urtato violentemente contro il taxi che stava facendo manovra. Un gran botto interrompe il silenzio, scintille e urla riempiono la strada ormai vuota. La sua corsa finisce contro l’inizio del secondo guardrail con la moto che l’ha ormai schiacciato. Tempo di realizzare e la prima idea era quello di soccorrerlo. Alcune persone si stavano già prendendo cura di lui e noi stranieri non potevamo di certo rischiare di passare in mezzo ai guai. Si sentono ormai strane storie di viaggiatori inguaiati senza colpa alcuna. Iniziamo a camminare per trovare una guesthouse fantasma in un luogo che mi sembrava sempre + sospetto. Nella unica stanza economica trovata, uno scarafaggio ci attendeva sopra la mensola del comodino. Ha poi deciso di paracadutarsi dalla finestra…..

Ne succedono di tutti i colori insomma!

Il giorno dopo ci alziamo di buona lena per oltrepassare il confine sbirciando in Myanmar:

Alle ore 10 inizia la trafila. Chiedono 10 $ inaspettati (sapevamo fosse gratis il visto giornaliero) per passare la frontiera o 500 Thai bath. Il paragone non regge e dopo 20 minuti di ripensamenti (noi con poco + di 10 dollari ci paghiamo una giornata tra dormire e mangiare ecc ecc) decidiamo di pagare dazio in valuta americana. Oltre ai soldi vogliono anche due fotocopie del nostro passaporto. Facile direte…già, bisogno “solo” trovare una fotocopiatrice :) ma soprattutto bisogna spiegare questa tecnologia ai thailandesi! Noooo, l’inglese non lo capiscono il 90% di loro :D

Altra mezz’ora circa tra su e giù dei negozietti lungo la strada per cercare di fotocopiare il nostro documento. Ok ci siamo, passiamo la prima dogana thailandese, facciamo il ponticello, e entriamo nell’ufficietto per pagare dazio ai Myanmariani (o come si chiamano) L’ufficiale controlla i passaporti ed è il momento di sborsare i dollaroni Ste leva dalla tasca un centone luccicante, subito rifiutato dall’uomo in divisa. “Exact change only” esclama! Increduli di questo strana richiesta e un po’ divertiti, decido di iniziare a pagare la mia parte. Anche il mio 10$ viene rifiutato. “Only new notes” esclama! “E maronna du Carmine”….Risate a non finire……Ci rendiamo conto che non c’è modo di contrattare e allora decido di tornare in camera per prendere altre mie banconote. Ste rimane al confine anche per controllare i nostri passaporti che erano rimasti in fermo! Dieci minuti di strada, prendo altri dollari eeeee, non ci credo: sono tutte serie vecchie….Pazzesco. Fa niente, mi impongo che devo tornare là avendo i soldi nuovi, cascasse il mondo, per attraversare quel cavolo di confine!. Ho girato per + di mezz’ora e non c’era banca o ufficio cambi che volesse sostituirmeli con banconote nuove. In un posto addirittura dovevo pagare una cifra assurda di commissione per questo piccolo scambio! Me la stavo prendendo ma i thailandesi se ne approfittano sempre, ma di certo non mi faccio fare la cresta! Decido quindi di aspettare qualche americano o altro straniero al confine e chiedere se mi cambiava i miei dollari. Ancora incredulo… in un’ora di gente che passava nessuno aveva disponibilità. Finalmente due anziani americani sono stati ben fieri di cambiarmeli. Siamo riusciti a passare il confine dopo quasi 3 ore di imprevisti!

Vi starete chiedendo cosa c’è in Myanmar…? niente. Una gran beffa nella zona di confine. Solo mercatini thailandesi con prezzi triplicati. Rientreremo più seriamente nel territorio quando sarà il momento. Due ore dopo eravamo di ritorno e la sera ci siamo consolati con una bella cena e ottimi dolci locali.

Strada principale di Mae Sai e dietro di noi il confine con Myanmar

Il giorno dopo si parte verso nuovi confini; basta Thailandia, ne abbiamo fatte di tutti i colori. Ora vogliamo scendere lungo il Mekong river per immergerci nell’atmosfera del triangolo d’oro.

PHUKET

Rinominata subito come la Las Vegas d’oriente (nonostante l’inferiore estensione) Phatong beach offre qualsiasi tipo di divertimento; ripensandoci ha anche un fascino simile a Venice Beach di Los Angeles.

Passando la sera in Rambla street si passa da locali di musica live a discoteche che fanno a gara per primeggiare in volumi esasperati e p.r. + numerosi e scrocconi evitabili solo mantenendo uno sguardo assente. Si alternano inoltre molti locali con ballerine da lap dance e infinità di travestiti che danno spettacolo ai passanti nei più svariati modi.

Di giorno la città è invasa da venditori di ogni tipo: si passa da bancarelle con cibi di ogni genere a quelle di vestiti finto firmati e accessori modaioli.

Non abbiamo esitato a provare il tipico massaggio thailandese dove con 4 euro e mezzo rilassano dalla testa ai piedi per un’ora intera. Per i più maliziosi le prestazioni extra non vengono mai nominate ma per come le bellissime (non tutte) massaggiatrici invitano il cliente a entrare (“e smollami…”) lasciano intuire che a richiesta facciano anche altro :)

L’isole offre inoltre magnifiche spiagge contornate da ristorantini di pesce fresco. Ne abbiamo visitate diverse e abbiamo goduto di spettacolari tramonti che non mancheranno a seguirci durante il resto del nostro viaggio.

Non abbiamo voluto cedere alle altre isolette intorno all’isola di Phuket in quanto le consideriamo poco adatte alla nostra tipologia di viaggio ma più adatte a un turista in vacanza. Per quanto siano sicuramente magnifiche, avremo modo di scoprirne di incontaminate e più veritiere durante il nostro percorso.

Cosa mangiamo? Curiosi….

Al mattino solitamente non ci facciamo mancare una colazione a base di frutta fresca: cocco fresco (quello verde gigante e pieno di succo e polpa morbida, non quella sottospecie di legno marrone che si trova nei supermercati europei); ananas intero o già tagliato o nella peggiore delle ipotesi delle bananine dolcissime.

A mezzogiorno e sera facciamo spola tra i baracchini di strada che cucinano ottime delizie thailandesi o cinesi a base di noodle con pollo e/o verdure in base alle nostre necessità.

Ora siamo su un minibus, una specie di coso da 12 posti ammassati, che in 5 ore promette di portarci all’imbarco del traghetto per Ko-Samui dove cogliamo l’occasione per raggiungere mio fratello in vacanza. Grande Bro!

Lasciamo quindi la ormai stretta Phuket per visitare una tra le isole + belle e divertenti di questo territorio del sud est asiatico.

Vi lascio con una citazione: Good boys go to heaven, bad boys go to Across the UNIVERSE!

Eddy

Risposte

  1. grandisssssssssssssimi!!!!!!!!
    besos <3

  2. in Thailandia si chiamano Ladyboys… Alcuni bellissimi e comunque folcloristici!


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.